Le comunità energetiche legate al fotovoltaico stanno cambiando profondamente il nostro approccio alla produzione e al consumo di energia. Cittadini, aziende ed enti locali possono unirsi per condividere energia rinnovabile, ridurre i costi e contribuire in modo concreto alla transizione sostenibile. Ma cosa sono le comunità energetiche e come funzionano? Te lo spieghiamo in questo articolo.
Comunità energetiche per il fotovoltaico: cosa sono?
Le comunità energetiche per il fotovoltaico sono modelli di collaborazione tra cittadini, aziende ed enti pubblici che scelgono di unirsi per produrre, condividere e utilizzare energia rinnovabile, prevalentemente attraverso impianti solari. Questo sistema, spesso definito anche “fotovoltaico di comunità”, consente di ridurre i costi energetici, aumentare l’autonomia rispetto ai fornitori tradizionali e partecipare in modo attivo alla transizione ecologica.
Alla base di una CER (Comunità Energetica Rinnovabile) c’è un principio semplice: più soggetti situati nella stessa area geografica, collegati alla medesima cabina primaria, mettono in comune l’energia generata da uno o più impianti fotovoltaici locali. All’interno della comunità si possono ricoprire, quindi, ruoli diversi:
- Produttori: immettono nella rete condivisa l’energia generata dai propri impianti fotovoltaici
- Consumatori: utilizzano l’energia prodotta dalla comunità pur non possedendo un impianto
- Prosumer: producono energia per il proprio fabbisogno e condividono l’eventuale surplus con gli altri membri
Un sistema collaborativo, in cui ogni partecipante contribuisce e, allo stesso tempo beneficia, dell’energia prodotta localmente.
Comunità energetiche: quali sono i vantaggi?
All’interno di una comunità energetica fotovoltaica, l’energia condivisa viene monitorata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che ha il compito di calcolare e riconoscere gli incentivi economici spettanti ai diversi membri. Per quanto riguarda i produttori, invece, è previsto un incentivo fisso per ogni kWh di energia immessa nella rete della comunità, variabile in base alla potenza dell’impianto:
- 130 €/MWh per impianti inferiori a 200 kWp
- 120 €/MWh per impianti tra 200 e 600 kWp
- 110 €/MWh per impianti superiori a 600 kWp
Anche i consumatori che prelevano energia dalla rete della CER possono beneficiare di un incentivo pari a 10,57 €/MWh per 20 anni, a condizione che, nel momento del prelievo, sia disponibile una quantità equivalente di energia precedentemente immessa in rete dai produttori. In assenza di tale corrispondenza, l’incentivo non viene riconosciuto.
I prosumer (cioè coloro che producono e consumano energia) accedono, invece, a un insieme di vantaggi combinati:
- Detrazione fiscale del 50% (sulle spese di installazione dell’impianto)
- Risparmio diretto in bolletta (grazie all’autoconsumo dell’energia prodotta)
- Incentivo sull’energia condivisa in tempo reale con gli altri membri della CER
- Incentivo aggiuntivo di 1,05 cent€/kWh sull’energia prelevata dalla CER
- Tariffa RID (per l’energia eccedente immessa in rete e non consumata all’interno della comunità).
Come si aderisce ad una CER? O come se ne crea una?
Entrare a far parte di una comunità energetica fotovoltaica (o avviarne una nuova) richiede alcuni passaggi chiave.
- PRIMO STEP: valutazione tecnica preliminare (che prevede un sopralluogo per verificare la fattibilità dell’impianto e analizzare le caratteristiche strutturali e i consumi energetici).
- SECONDO STEP: fase di progettazione e installazione (durante la quale viene definita una soluzione su misura, calibrata sui fabbisogni dei partecipanti e sulla configurazione della comunità).
- TERZO STEP: gestione amministrativa e autorizzativa (presentare la richiesta al GSE e attendere l’approvazione ufficiale per accedere agli incentivi).
- ULTIMO STEP: realizzare una struttura organizzativa condivisa (stabilendo regole chiare di governance e criteri trasparenti per la ripartizione dei benefici economici).
Un percorso strutturato, che trasforma un’idea di collaborazione in un progetto energetico concreto e sostenibile.
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